I 10 principi dell’Aikido

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Many thanks to my friend Luca MARCHETTI for his kind work for translating this article.

Durante i suoi workshop e seminari, Daniel Toutain Sensei si riferisce a 6 principi fondamentali in Aikido (questi principi sono illustrati in 14 suoi DVD).
Qui, estendiamo tale elenco a 10 punti chiave. Ogni punto deve essere considerato di pari importanza.

L’Aikido, è solo l’applicazione di principi di buon senso.
D. TOUTAIN Sensei

Chiunque pratichi l’Aikido ha bisogno di assimilare questi principi di base al fine di applicarli durante l’esecuzione delle tecniche di Aikido.

Tenete presente che i principi sono interdipendenti: per applicarne correttamente uno, sarà necessario applicarne altri. Esaminando i principi più volte potrete apprezzarlo voi stessi.

I dieci punti fondamentali sono…

  1. Padroneggia l' »hanmi » (posizione) e sbilancia l’avversario
  2. Usa il « kokyu »
  3. Muoviti in « awase »
  4. Utilizza movimenti circolari e a spirale
  5. Sfrutta le leve
  6. Utilizza « atemi”
  7. Utilizza il « kiai »
  8. Pensa Bukiwaza / Taijutsu
  9. Pensa a uno / molti
  10. Adotta lo spirito del Budo

Più essi sono ben assimilati, più si arriva a capire che questi punti non sono altro che l’applicazione di principi di buon senso. Tuttavia, per imparare, è assolutamente necessario seguire i consigli di un istruttore competente… e praticare regolarmente. Nulla sarà acquisito e completamente assimilato senza sforzo.

Punto 1 – Padroneggia l' »hanmi » e sbilancia l’avversario

Una posizione di « hanmi » corretta è una caratteristica dell’Aikido. Morihiro Saito Sensei diceva sempre che il fondatore era molto attento a questo punto.

Un buon hanmi…

Un buon hanmi consente alle anche di essere posizionate correttamente (senza tensione nel corpo), portando al corretto posizionamento del corpo…

Ci sono diversi tipi di hanmi (Ken no hanmi, Jo no hanmi, Hitoemi). L’hanmi è un prerequisito necessario quando si inizia a imparare le tecniche. Deve anche essere usato quando si eseguono effettivamente le tecniche.

…per essere stabile e sbilanciare l’avversario

Le nozioni di hanmi ed equilibrio sono inseparabili. Un buon hanmi dà la stabilità necessaria per sbilanciare un avversario. Ciò è particolarmente vero quando si pratica in kihon (formazione statica), ma è spesso trascurato quando si pratica in ki-no-nagare (formazione fluida). Non importa quanto grande sia il vostro avversario, esso può essere controllato se si prende il suo equilibrio.

OSensei-multi
UESHIBA Morihei O-Sensei – Dimostrazione Aikido – Difesa contro gli attacchi molteplici.

L’hanmi permette movimenti in qualsiasi direzione e
quindi rende possibile rispondere agli attacchi da qualsiasi punto.

Punto 2 – Usa il kokyu

Il kokyu è un concetto difficile da capire e assimilare. È tuttavia essenziale per ogni tecnica. Per utilizzare il kokyu è necessario sfruttare il supporto del terreno e trasmettere questo attraverso il corpo. Esso richiede il corretto posizionamento del corpo: troppo rilassato e il corpo perde forza, troppo teso e il corpo diventa rigido, facile da squilibrare, e incapace di trasmettere efficacemente le forze in gioco. C’è una sorprendente somiglianza con la meditazione, dove il corpo non deve essere né troppo teso né troppo rilassato.

È altrettanto importante valorizzare il proprio respiro: un espirazione calma e potente, è indistinguibile da un buon kokyu (vedi anche il punto di sotto circa il kiai).


UESHIBA Morihei O-Sensei – Dimostrazione Aikido – Kokyu Nage

Punto 3 – Muoviti in awase

Armonia nello spazio, nel tempo e nella forza…

« Awase » significa « adattamento » e « sincronizzazione ». È importante in diversi livelli durante l’esecuzione delle tecniche…

  1. dal punto di vista della temporizzazione
  2. dal punto di vista delle forze coinvolte

Un movimento deve essere effettuato efficacemente nello stesso tempo dell’avversario. L’awase non può essere raggiunto se si reagisce troppo presto, o troppo tardi.

Al tempo stesso, la forza e il kokyu applicati in una tecnica deveno essere adattati a quelli del partner/avversario. Più saldamente si è bloccati, più tranquillamente si dovrebbe essere, e viceversa.

2001 force using is prohibited
Istruzioni da SAITO Morihiro Sensei – Aiki Dojo Iwama (Photo 2001- E. Savalli)

Nel dojo di Iwama, era vietato bloccare una tecnica utilizzando la forza. Questo perché ogni tecnica dell’Aikido si applica a un particolare tipo di attacco. Se la situazione fosse diversa, si dovrebbe utilizzare una tecnica diversa. L’Aikido ha una gamma sufficiente di tecniche per rispondere a tutti i tipi di situazione.

L’armonizzazione del proprio sguardo…

L’awase coinvolge anche l’armonizzazione con lo sguardo dell’altro: per dirigere correttamente il kokyu, lo sguardo deve essere allineato in modo appropriato rispetto all’avversario.

Punto 4 – Usa movimenti circolari e a spirale

Cerchi e spirali sono presenti in tutte le tecniche di Aikido. Un movimento curvo è il modo migliore per muoversi in awase con un avversario. Per consentire all’energia di circolare, e utilizzare il supporto del terreno, linee curve sono essenziali. Questo è il principio fisico che, per esempio, consente alla colonna vertebrale di sostenere pressioni molto maggiori di quanto potrebbe se fosse diritta.

2005-11-11 HSaito Rennes
SAITO H. Sensei (uke: F. Rousseau) 11/2005 Rennes

Durante le sue lezioni,  Hitohira Saito Sensei
spesso traccia delle spirali per illustrare questo principio.

Punto 5 – Sfrutta le leve

A Daniel Toutain Sensei piace scherzare su questo, dicendo che apprezza il modo in cui l’Aikido ottiene il massimo dell’effetto con il minimo dello sforzo.

2002-08-15 Aikido à Lannion

Daniel TOUTAIN Sensei – Seminario estivo a Lannion nel 2002 (uke: Tom Grundmann)

Il principio della leva è molto evidente in bukidori, ma
è presente in tutte le tecniche di Aikido.

Punto 6 – Utilizza atemi

Il fondatore diceva che gli atemi (colpi con il piede o il pugno) contavano per il 99% in Aikido.

video-atemi-aikidoL’atemi provoca una reazione nell’avversario, ma garantisce anche che una tecnica venga eseguita alla distanza corretta. In molti casi, se la giusta attenzione fosse data all’atemi si eviterebbe il posizionamento non corretto che rende completamente inutili le tecniche.

ozione di atemi deve essere tenuta presente in ogni momento, a prescindere dal ruolo: sia che si reagisca a un attacco o che se ne inizi uno. Troppo spesso, un utente malintenzionato si avvicina troppo, dimenticando che sta praticando un budo, e si espone ad un atemi…

2004-08-02 Sankyu atemi
Workshop estivo presso Auray nel 2004 – Sankyo omote – D. Toutain Sensei (uke : JJ. Delgay)

Un atemi è necessario per
svolgere bene un sankyo omote.

La n

Correttamente posizionato nel tempo e nella forma di un movimento, l’atemi contribuisce all’esecuzione di tecniche con tutto il corpo.

Punto 7 – Usa il « kiai« 

I kiai sono parte integrante delle arti marziali tradizionali, di cui l’Aikido non fa eccezione.

Il kiai è l’espressione della vera essenza del Budo.
SAITO H. Sensei

I kiai erano, tuttavia, raramente praticati nel dojo, soprattutto perché gli americani, che occuparono il Giappone dopo la guerra, vietarono le arti marziali. L’uso del kiai avrebbe attirato l’attenzione nei confronti di violazioni a regole del genere. D’altra parte, i praticanti di arti marziali erano molto più a loro agio nelle campagne, il che è anche uno dei motivi che hanno portato UESHIBA O’Sensei a stabilirsi in Iwama.

In tutti i film con suono registrato, si può sentire il fondatore pronunciare un forte kiai. A Iwama, i suoi kiai erano ben noti agli abitanti del villaggio e hanno notevolmente contribuito alla paura che ha ispirato in loro.

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SAITO H. Sensei (uke: E.Savalli) – Seminario di Aikido in Istambul – 12/2004 – photo © M.S.Dogu

Il kokyu sarà tanto più potente quando
è accompagnato da un buon kiai.

Punto 8 – Pensa Bukiwaza / Taijutsu

SAITO Morihiro Sensei insisteva molto sul fatto che quando si pratica Taijutsu (tecniche a mani nude) si dovrebbe pensare al Bukiwaza (tecniche di armi), e il viceversa. Le tecniche di armi e le tecniche a mani nude sono semplicemente aspetti diversi della stessa cosa. Il genio del fondatore era quello di individuare i punti fondamentali in comune e di applicarli a tutte le situazioni di conflitto. Maggiori sono i progressi che uno compie in questa direzione, più questo diventa evidente.

2004-12-14 uchideshi
Daniel TOUTAIN Sensei (uke: Thomas Leborgne) – Aiki Dojo di Rennes – 12/2004

L’allenamento con le armi sviluppa una postura corretta…

Punto 9 – Pensa uno / molti

Avversari multipli devono essere immobilizzati nel loro complesso, come un unico avversario, mentre contro un solo attaccante, i movimenti adatti per molteplici avversari sono più appropriati.
Il modo migliore per evitare di opporsi alla forza di un attacco (che equivale a muoversi in awase) è quello di immaginare che più avversari sono presenti allo stesso tempo.

Questo principio permette di districarsi efficacemente, allontanandosi dalle linee di attacco e posizionandosi correttamente rispetto ai propri avversari.

1998-ni nin dori- Saito Sensei
SAITO Morihiro Sensei nell’Aiki-Dojo di Rennes © 1998 D. Toutain.

In questa tecnica « Ninin dori », è chiaro che
due avversari diventano uno.

Inoltre, per essere efficaci, le tecniche devono essere eseguite con il corpo, non semplicemente con le braccia. Un aikidoka deve usare tutto il corpo. Ogni parte: le braccia, le anche, i piedi, ha bisogno di lavorare unita al resto del corpo quando si esegue una tecnica. Prima di imparare a « muoversi in awase con un avversario », si deve imparare a « muoversi in awase con le parti del proprio corpo »: la pratica dei suburi è lì per questo scopo.

Punto 10 – Adotta lo spirito del Budo

Ultimo, ma non meno importante, uno spirito del budo deve essere mantenuto durante l’allenamento. Hitohira Saito Sensei spiega che ogni tecnica deve essere eseguita come se fosse una questione di vita o di morte. Per esempio, durante l’apprendimento dei suburi è importante visualizzare un avversario immaginario per ciascuno dei suburi.

2003-10-11 HSaitoSensei attacks
SAITO Hitohiro Sensei e Tristao DA CUNHA Sensei – Seminar a Rennes 10/2003

In Francia, abbiamo un detto: « mettre du cœur à l’ouvrage » (« mettere il cuore all’opera » lett.), il che significa che bisogna lavorare con energia ed entusiasmo. Per avere lo spirito del budo, « mettre du cœur à l’ouvrage » durante l’allenamento, significa anche essere consapevoli che, in qualsiasi momento, l’intenzione di un avversario può cambiare e quindi la forma di attacco potrebbe cambiare: si deve rimanere vigili.

Proprio come un dipinto esprime i sentimenti del pittore, un pezzo di musica quelle del musicista, le tecniche che si svolgono sono l’espressione di ciò che siamo profondamente nel didentro.

– Aprile 2010
© savalli

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